Ginecologo fa abortire donna al sesto mese di gravidanza
giovedì 29 Luglio 2010 - Cronaca
Uno dei ginecologi più conosciuti ed esperti dell'ospedale di Padova, il dottor G.S., avrebbe praticato un aborto su un feto «sano» giunto alla 26esima settimana. Cioè ben oltre i limiti stabiliti dalla legge 194, che consente linterruzione volontaria della gravidanza solo entro i primi 90 giorni di gestazione.
Quando hanno praticato l’autopsia hanno capito subito che qualcosa non andava: il feto pesava il doppio di quanto si aspettavano. E c’era una sola cosa da fare, denunciare l’interruzione di gravidanza che appariva molto - ma molto - oltre i limiti stabiliti dalla legge 194.
Ad accorgersi del fatto sarebbe stato uno degli anatomo- patologi dell’Azienda, il dottor Roberto Salmaso, durante l’autopsia effettuata qualche ora dopo l’aborto. Il medico, che stava effettuando l’ispezione sul cadavere, si sarebbe subito reso conto che le dimensioni del corpicino abortito sarebbero state nettamente superiori a quelle di un feto di 22 settimane. Cioè l’età indicata nella cartella clinica. Il dottor Salmaso, in assenza di documentazione che provasse il pericolo di vita per la donna o una patologia (o malformazione) del nascituro, ha dunque allertato il posto di polizia dell’ospedale e poi la direttrice della Divisione di ginecologia, la professoressa Daria Minucci.
E’ stato a quel punto che le carte sul presunto aborto «fuori tempo» sono finite prima alla direzione sanitaria dell’Azienda e quindi in Procura. Dove ora sono nelle mani del sostituto procuratore Orietta Canova, che ha disposto il sequestro della cartella clinica (già dato invece il nulla osta alla sepoltura del feto).
Il medico rischia la pesante accusa di «interruzione volontaria della gravidanza senza il rispetto delle norme di legge», che prevede la pena della reclusione da uno a tre anni. Ma anche la partoriente potrebbe essere coinvolta nell’inchiesta. Per ora, invece, bocche cucite sul fronte ospedaliero, anche se nei confronti del medico non è escluso l’avvio di un procedimento disciplinare interno.
La storia La donna, figlia di un medico- chirurgo che opera nel padovano, si sarebbe rivolta al dottor G.S. nei primi giorni di luglio, dopo che un’ecografia fatta nell’ospedale di Bologna, le aveva consegnato il sospetto che il nascituro potesse avere delle malformazioni (un deficit nella crescita del cranio, nello specifico). Una prima analisi morfologica, eseguita a giugno nella Clinica ginecologica di Padova dal dottor Erich Cosmi, aveva invece smentito ogni anomalia. Ma nonostante ciò, dopo l’esito dell’ecografia fatta a Bologna, la donna ha comunque deciso di procedere per l’interruzione della gravidanza.
Fonte: corrieredelveneto.corriere.it