Doppia beffa per una disabile in albergo a Bibione

giovedì 29 Luglio 2010 - Cronaca

Doppia beffa per una disabile in albergo a Bibione Solo la discriminazione non va mai in vacanza. Una famiglia di Bassano del grappa volevano passare una settimana in vacanza a Bibione con la loro figlia disabile. Peccato che i proprietari dell'hotel non volevano che la bimba mangiasse insieme a tutti gli altri clienti dell'hotel.


Il caso è andato in scena a Bibione ad inizio del mese, quando mamma, papà e la figlia di quattro anni colpita da una malattia molto grave e incurabile hanno scelto di passare qualche giorno al mare, in un albergo che già conoscevano.

Così descrive la vicenda Antonio Tognoni, presidente veneto dell’Unione nazionale consumatori al quale si è rivolta la famiglia. «Da quanto ci ha spiegato il padre, venuto nella sede di Cassola (nel Bassanese) a denunciare il caso - dichiara Tognoni - sono state attuate condizioni inaccettabili e discriminatorie nei confronti di una disabile».

Secondo il racconto, l’albergatore in questione avrebbe detto alla famiglia di far mangiare la bambina in orari diversi rispetto agli altri clienti, per non provocare disturbo dovuto alle sue reazioni fisiche. La piccola è affetta da una sindrome congenita e per esprimersi emette alcuni suoni: sono proprio questi vocalizzi il contendere della vicenda. A detta dei genitori sarebbero state di lieve entità, tali da non provocare fastidi agli altri ospiti dell’hotel, per questo sono rimasti sconcertati quando è stato chiesto loro di portare la figlia a mangiare prima delle 7.30 la mattina e alle 18.30 la sera. Una disposizione che mamma e papà non hanno voluto accettare, presentandosi alla cassa e chiedendo il conto.

A questo punto sarebbe sorta la seconda amara sorpresa: oltre a pagare per i giorni effettivamente trascorsi nell’albergo, i due bassanesi hanno versato anche circa 500 euro per aver anticipato la partenza rispetto alla prenotazione.

Dopo questo fatto l’Unione nazionale dei consumatori Veneto ha inviato una lettera all’albergo intimando i proprietari a restituire la cifra della penale, prima di partire con la causa.

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